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Alcune regole da rispettare

La birra, a differenza del vino, va bevuta giovane. Dopo circa un anno e mezzo dalla produzione, infatti, la maggior parte delle birre comincia a perdere progressivamente profumi e gusto; a questo si riferisce la data di scadenza orientativa che si trova indicata sulle bottiglie. Per quanto le birre prodotte ad alta fermentazione risultino essere un po’ più resistenti al tempo, per godersi al meglio una buona birra consigliamo di consumarla sempre il prima possibile e, in ogni caso, di non superare mai i tempi riportati in etichetta.

Come tutti i prodotti “vivi”, inoltre, anche la birra risente degli sbalzi di temperatura e degli effetti di luce e ossigeno. Nemmeno l’umidità delle cantine - facendo eccezione per alcune rare bottiglie “da invecchiamento” - è ottimale per la conservazione della birra.
Il luogo ottimale di conservazione sarà dunque un luogo fresco e pulito, al riparo dalla luce, avendo cura di portarle alla giusta temperatura solo poco tempo prima di servirle.

Una volta aperta una bottiglia, per godersela appieno, è necessario consumarla celermente per evitare l’ossidazione. L’ossigeno, infatti, può incidere sul gusto della birra ed è per questo che, nel caso dei fusti per la spina, per la pressione della spillatura viene utilizzata l’anidride carbonica e non l’aria compressa.
I fusti, oltre a consentire un prodotto decisamente fragrante, permettono di conservare la birra in condizioni ottimali di luce e di pressione, preservandone al meglio le caratteristiche originarie. È però da tenere presente che essi necessitano di particolare attenzione. Una volta aperti, infatti, è consigliabile consumarne l’intero contenuto entro tre giorni per mantenere inalterati l’aroma e il gusto della bevanda.

Ci sono tuttavia alcune eccezioni a queste regole di base.
L’elevata alcolicità e la robusta luppolatura di alcune birre, infatti, le rendono in grado di migliorare con il tempo, facendo loro acquisire ulteriori sfumature di gusto e aromi più marcati o particolari. Queste birre, di tipologie differenti ma generalmente ad alta fermentazione - non filtrate né pastorizzate - spesso riportano l’anno di produzione sull’etichetta.
Di solito sono imbottigliate con il tappo di sughero e vanno riposte ad invecchiare in cantina orizzontalmente, con una leggera inclinazione verso l’alto (vanno invece conservate in posizione verticale se hanno il tappo a corona).
Si tratta comunque di prodotti molto particolari, che assumono connotati ben diversi dalle birre comuni; è consigliabile quindi invecchiare solo le birre dalle caratteristiche adatte a questo scopo.



 

 


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