E’ nata associati ABI Laziol’Associazione Birra del Lazio, organismo che promuoverà e sosterrà la produzione di birra di questa Regione, riunendo i propri associati in un progetto che ha l’obiettivo di rafforzare la filiera della birra e valorizzare la promozione del territorio laziale.

All’Associazione, presieduta da Leonardo Di Vincenzo (Birra del Borgo), hanno già aderito 8 microbirrifici (Atlas Coelestis, Birra del Borgo, Birra Turan, Birrificio Ostiense Artigianale, Free Lions, Itineris, Mister Malto, Turbacci) e 2 malterie (Saplo e Agroalimentare Sud). La creazione di A.BI Lazio è stata promossa e resa possibile grazie al sostegno e  all’impegno di AssoBirra, assieme ad ARSIAL e Coldiretti Lazio.

L’A.Bi Lazio è la prima associazione regionale di produttori di birra a imporre un vincolo alla produzione. Tutti gli associati si impegnano infatti a realizzare almeno una  birra con tracciabilità regionale delle materie prime utilizzate. A tale proposito, il primo progetto di valorizzazione agroalimentare su cui la neonata Associazione ha messo la firma è “La Zia Ale”, la prima birra “made in Lazio”, prodotta in collaborazione con tutti gli Associati e realizzata solo con materie prime di origine regionale, di cui A.BI Lazio ha stabilito il disciplinare produttivo.

Caratteristica della La Zia Ale è il gruyt, un “ingrediente segreto” che risale al Medioevo usato al posto del luppolo per amaricare la birra, costituito da un mix prodotti del territorio (cicoria, rucola, erbe di campo, timo, carciofi e così via). Tutti gli 8 birrai membri dell’A.BI. Lazio produrranno, a rotazione, una cotta della La Zia Ale personalizzandone la ricetta. La Zia Ale e le altre birre dell’Associazione sono in degustazione presso l’Enoteca Regionale Palatium a Roma.

Così Alberto Frausin, Presidente AssoBirra: “Come casa italiana della birra, abbiamo a cuore gli interessi di tutti coloro che con passione producono e vendono birra nel nostro Paese. Abbiamo lavorato all’incubazione di A.BI Lazio più di un anno fa e siamo convinti che potrà essere un volano per lo sviluppo agroalimentare della regione. Un progetto che, in prospettiva, ci piacerebbe declinare anche altrove e costituisce l’ulteriore dimostrazione della vitalità del comparto birrario e dei birrifici laziali, tutti aderenti anche ad AssoBirra.”

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di Alessandra Grandi

E infine eccolo arrivato, il momento della prima sorsata di birra!

Nei giorni scorsi abbiamo visto infatti come analizzare, con la vista e con l’olfatto, la birra che desiderate degustare.

Oggi finalmente parliamo dell’analisi degustativa, ovvero come apprezzare al meglio la bevanda scelta e come allenare il palato e la lingua a riconoscere i diversi stili e ingredienti. Il mondo della birra offre una gran varietà di scelta, sta al vostro gusto preferire uno stile all’altro… Leggi il resto di questo articolo »

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6581149273_2591d4222c_bQuel che resta del Natale… una zuppa di birra scura e formaggio

Dopo un pranzo o una cena luculliani, con più portate di un matrimonio e una profusione di sapori e profumi, alla fine dei giorni di festa rimangono nel frigo pezzettini di formaggi del tagliere delle feste che proprio non ce la facciamo a mangiare, un po’ di brodo di pollo usato per i cappelletti e qualche cucchiaio di senape del bollito misto.

Se avete anche un mezzo bicchiere di birra scura e qualche fetta di pane avanzata, non perdete l’occasione di fare in poco tempo una zuppa cremosa dal sapore ricco e profondo, da mangiare caldissima in queste giornate d’inverno gelate e cristalline. Leggi il resto di questo articolo »

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Da piccola detestavo il baccalà. Non che adesso mi faccia impazzire, ma varcata una certa età, si diventa più tolleranti, meno schizzinosi. Quantomeno sul cibo. Il baccalà era un mio cibo-trauma. Non l’avrei mangiato neppure sotto tortura. Ma il baccalà era, ed è ancora, uno dei piatti tipici delle feste invernali della mia città d’origine.

Capitava spesso che mi imbattessi nel baccalà durante le vacanze di Natale. Il nonno mi portava con sé a comprarlo, suscitando le mie smorfie peggiori. Non c’è vigilia di Natale o Capodanno in cui la nonna non serva a tavola un vassoio colmo di baccalà fritto. “È tradizione, porta bene, fa bene!” dice. Leggi il resto di questo articolo »

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versare2_300x300Nel post del 17 dicembre abbiamo dato un’occhiata a come si presenta la prima fase della degustazione della birra, ovvero l’esame visivo. Dopo aver quindi imparato a riconoscere a prima vista caratteristiche e qualità della vostra birra, dovrete capire come allenare un altro senso fondamentale a questa pratica: l’olfatto.

“Andare a naso” significa seguire l’istinto, significa smettere di pensare e assecondare un senso; trovate allora l’orientamento della vostra birra assaporando profondamente gli aromi che essa sprigiona e fatelo chiudendo gli occhi. E’ infatti privandoci dell’uso di uno dei nostri sensi che riusciamo a potenziarne un altro. Leggi il resto di questo articolo »

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