Una, cento, mille birre

Bianco, giallo, oro, arancio, rosso, ambrato, marrone bruciato, bruno, nero: sono solo alcune delle meravigliose tonalità di colore che può assumere una birra.

Pane tostato, biscotto, caramello, caffè, liquirizia: sono invece le note gustative più caratteristiche di una birra.

Sono la qualità e la miscela del cereale scelto, insieme al diverso grado di tostatura del malto, a determinare queste differenze tra una birra e l’altra.

Anche il luppolo interviene nel determinare l’aroma della bevanda, conferendole note erbacee e floreali.

I lieviti usati per la fermentazione aggiungono freschezza o aromaticità balsamica al gusto della bevanda.

Trasparenza e schiuma possono variare molto da una birra all’altra. Vi sono birre cristalline, birre torbide o lattiginose. E poi le schiume: compatte, persistenti, cremose oppure scarse ed evanescenti.

Il tipo di fermentazione svolge senz’altro un ruolo fondamentale nel determinare le caratteristiche della birra che si vuole ottenere.

birre



Birra in fermento

L’alta fermentazione avviene ad opera del ceppo fungino saccharomyces cerevisiae razza fisiologica cerevisiae, è favorita dal calore (tra i 16° C e i 23° C) ed è molto rapida. Le birre che si ottengono con questo metodo di fermentazione esprimono aromi e sapori intensi e fruttati.
La bassa fermentazione, provocata dal ceppo fungino Saccharomyces razza fisiologica uvarum, si attiva a temperature molto più basse (tra 5° C e 8° C) e dura molto più a lungo, dando origine a birre leggere e fragranti, dal gusto molto pulito.
La fermentazione spontanea, tipica di alcune zone del Belgio, è provocata da lieviti e batteri presenti nell’aria che agiscono direttamente sul mosto. Il processo di fermentazione può durare mesi o anni e avviene a temperatura ambiente in fusti di legno.